Erri De Luca torna con “Sotto processo”: il nuovo libro mette una generazione contro l’altra
In uscita il 15 settembre per Feltrinelli, “Sotto processo” immagina un Tribunale della Gioventù che chiama un anziano a rispondere davanti alla generazione rimasta in minoranza.
Un gruppo di persone con meno di trent’anni sequestra un anziano e lo porta davanti a un tribunale. Non è un processo ordinario: è il “Tribunale della Gioventù”, un dispositivo narrativo che Erri De Luca usa per mettere due generazioni una davanti all’altra senza offrire, almeno nella premessa, una facile possibilità di conciliazione.
Sotto processo esce il 15 settembre 2026 per Feltrinelli. La scheda dell’editore lo presenta come un confronto serrato tra accusa dei giovani e difesa dell’anziano, in un mondo nel quale l’anzianità è diventata maggioranza mentre la gioventù si trova ridotta a minoranza.
Una domanda politica costruita come una scena teatrale
La forza dell’idea sta nella sua semplicità. Invece di scrivere un saggio sul conflitto generazionale, De Luca costruisce una situazione: qualcuno deve rispondere. I giovani diventano accusa, il vecchio diventa figura esemplare e il dialogo prende la forma dell’interrogatorio.
Questo sposta la questione dal piano astratto a quello della responsabilità. Non si parla più genericamente di “generazioni”, ma di domande rivolte a un corpo presente: che mondo avete consegnato? quali possibilità avete occupato? quali modelli avete imposto?
Sono interrogativi che appartengono al libro nella misura in cui emergono dalla cornice descritta dall’editore; il testo completo dirà come De Luca li sviluppa e quale equilibrio assegna alle due parti.
Il titolo contiene anche un altro processo
Il volume non comprende soltanto il nuovo testo. Feltrinelli ripropone anche La parola contraria e altri scritti civili, tornando al processo legato alla parola “sabotaggio” pronunciata da De Luca nel contesto della sua opposizione alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
L’accostamento crea un doppio movimento. Nel primo processo lo scrittore costruisce una finzione in cui un anziano viene chiamato a rispondere dai giovani. Nell’altro torna a una vicenda reale in cui la parola pubblica dello scrittore è diventata materia giudiziaria.
Perché il conflitto tra giovani e anziani è un tema così sensibile
L’Italia è uno dei Paesi europei con una struttura demografica più anziana. Ma ridurre il rapporto tra generazioni alla demografia sarebbe troppo semplice. Il conflitto riguarda lavoro, accesso alla casa, rappresentanza politica, welfare, debito pubblico, ambiente e possibilità di immaginare il futuro.
La letteratura può entrare in questo spazio senza dover produrre una soluzione tecnica. Può esasperare una tensione, mettere le parti faccia a faccia e obbligare il lettore a restare nell’incomodità del dialogo.
De Luca e la scrittura civile
Erri De Luca, nato a Napoli nel 1950, ha spesso tenuto vicine scrittura narrativa e presa di parola pubblica. In Sotto processo questa vicinanza diventa esplicita già nella struttura del volume: un testo nuovo sul giudizio tra generazioni viene affiancato a scritti legati a una precedente controversia civile e giudiziaria.
Il libro è illustrato da Paolo Castaldi, conta 176 pagine ed è pubblicato nella collana I Narratori. Feltrinelli ha inoltre annunciato una presentazione a pordenonelegge il 20 settembre.
Un libro che arriva mentre riparte la stagione culturale
L’uscita del 15 settembre cade in una settimana particolarmente intensa per libri e festival. Pochi giorni dopo iniziano gli appuntamenti di pordenonelegge e il nuovo testo di De Luca entrerà immediatamente in uno spazio di discussione pubblica.
È coerente con la natura stessa del progetto: Sotto processo sembra chiedere di essere discusso, non soltanto letto. La forma dell’interrogatorio mette già il lettore nella posizione di chi ascolta due parti e deve decidere se riconoscersi in una delle due o rifiutare la contrapposizione.
La sentenza non è il punto più interessante
La scheda Feltrinelli anticipa che la sentenza finale è “irreversibile”, ma non è necessario conoscerla per capire quale sia il motore del libro. Il vero spazio narrativo è ciò che accade prima: l’accusa, la difesa, le parole scelte per descrivere il passato e quelle usate per rivendicare il futuro.
Mettere una generazione contro l’altra è una provocazione. Costringerle a parlarsi è il gesto letterario. Dal 15 settembre sapremo quanto De Luca lascia aperto al lettore dentro un processo che, almeno sulla carta, non sembra prevedere compromessi.