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Bibliografia di un saggio: come distinguere libri e articoli

di Redazione UVER Magazine· 01/11/2026 09:05
Bibliografia di un saggio: come distinguere libri e articoli

Nella bibliografia di un saggio, libri e articoli si distinguono soprattutto dalla sede di pubblicazione: un libro è un’opera autonoma, mentre un articolo compare all’interno di una rivista, di un giornale o di un sito. Questa differenza determina quali dati inserire nella voce bibliografica. Prima di formattarla, controlla quindi non solo il titolo del testo che hai letto, ma anche dove è stato pubblicato.

Come riconoscere la fonte che stai citando

Un libro ha normalmente un titolo proprio, uno o più autori o curatori, un editore e un anno di pubblicazione. Può essere cartaceo o digitale: il formato in cui lo consulti non lo trasforma in un articolo. Se hai letto un ebook che riproduce un volume pubblicato da un editore, stai ancora citando un libro.

Un articolo è invece un contributo pubblicato in una sede più ampia. In una rivista scientifica, per esempio, ha un titolo e un autore propri, ma appartiene a una rivista identificata dal suo nome; spesso sono indicati anche volume, fascicolo e pagine. Un articolo di giornale appartiene a una testata e si riconosce in genere attraverso la data di pubblicazione. Per un articolo online possono essere utili anche l’indirizzo della pagina e, se previsto dallo stile adottato, la data di consultazione.

Attenzione al capitolo di un volume collettaneo: non è un articolo di rivista, anche se è un testo breve scritto da un autore diverso dal curatore del libro. In bibliografia occorre identificare sia il capitolo sia il volume che lo contiene. Se invece consulti un singolo capitolo di un libro scritto interamente dallo stesso autore, verifica le indicazioni del tuo corso o della redazione: spesso si cita il libro nel suo complesso e si indica la pagina del passo nel riferimento all’interno del saggio.

Quali dati riportare per libri e articoli

Per un libro annota autore, titolo, editore e anno. Aggiungi eventuali informazioni richieste dallo stile bibliografico, come edizione, traduttore o curatore, quando servono a identificare il volume effettivamente usato. Il luogo di pubblicazione compare in alcuni stili, ma non in tutti: evita di mescolare convenzioni diverse senza una ragione.

Per un articolo di rivista registra autore e titolo del contributo, nome della rivista, anno e, quando presenti, volume, fascicolo e intervallo delle pagine. Un DOI, se disponibile, può aiutare a identificare l’articolo; non sostituisce però gli altri dati richiesti dallo stile scelto. Per un articolo di giornale indica la testata e la data, oltre all’autore e al titolo quando sono riportati.

La distinzione si vede anche nella struttura della voce. Due schemi essenziali, da adattare allo stile richiesto, sono: «Cognome, Nome, Titolo del libro, Editore, anno» e «Cognome, Nome, “Titolo dell’articolo”, Nome della rivista, volume, fascicolo, anno, pagine». Sono modelli con segnaposto, non citazioni da copiare: punteggiatura, ordine dei dati e uso del corsivo possono cambiare tra uno stile e l’altro.

Come ordinare e controllare la bibliografia

Se non ti è stato imposto uno stile, scegline uno adatto al contesto e applicalo in modo uniforme. Non è necessario creare due elenchi separati per libri e articoli: una bibliografia unica ordinata alfabeticamente per cognome dell’autore è una soluzione comune. Se il docente, la rivista o l’editore richiedono sezioni distinte, segui invece quelle istruzioni.

Prima di consegnare il saggio, confronta ogni voce con la fonte che hai effettivamente consultato. Verifica che il titolo dell’articolo non sia stato scambiato per quello della rivista, che il curatore di un volume non sia presentato come autore di tutti i capitoli e che anno, fascicolo e pagine corrispondano alla pubblicazione. Controlla infine che le opere elencate siano quelle richiamate nel testo, secondo le regole del sistema di citazione adottato: una bibliografia ordinata deve permettere al lettore di ritrovare le fonti, non soltanto apparire uniforme.

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