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Incipit di un racconto: tre modi per presentare il protagonista

di Redazione UVER Magazine· 01/11/2026 07:02
Incipit di un racconto: tre modi per presentare il protagonista

Per presentare il protagonista nell’incipit di un racconto non serve raccontare subito chi è, da dove viene e che cosa gli è successo. Basta mostrarlo in una situazione che permetta al lettore di cogliere un tratto importante e di farsi una domanda. Puoi farlo attraverso una scelta, un dettaglio significativo o l’incontro con un altro personaggio. Il metodo più adatto dipende da quale aspetto del protagonista metterà in moto la storia.

Presentarlo attraverso una scelta

Metti il protagonista davanti a un piccolo problema concreto e mostragli mentre decide che cosa fare. La scelta non deve essere drammatica: può bastare il modo in cui reagisce a un imprevisto. Se trova un portafoglio sul treno e scende alla fermata sbagliata pur di restituirlo, il lettore intuisce qualcosa delle sue priorità senza ricevere una descrizione del suo carattere.

Questo tipo di apertura funziona quando la decisione anticipa un conflitto del racconto. Il gesto iniziale può mostrare, per esempio, una persona che vuole fare la cosa giusta ma fatica a sopportarne le conseguenze. Per scriverlo, individua prima il tratto che vuoi far emergere e poi immagina una circostanza in cui quel tratto abbia un costo, anche modesto.

Evita però di costruire un incidente enorme solo per attirare l’attenzione, se il resto della storia procede su un tono diverso. E non spiegare subito la scelta con una frase come «era sempre stato troppo generoso»: lascia che il gesto parli, almeno per qualche riga.

Presentarlo attraverso un dettaglio significativo

Un oggetto, un’abitudine o un gesto ripetuto può introdurre il protagonista mentre svolge qualcosa di ordinario. «Prima di uscire, Lea controllò per la terza volta che la finestra fosse chiusa» comunica un’inquietudine possibile, ma non ne impone ancora la causa. Il lettore entra nella scena e ha un motivo per continuare: capire perché quel controllo conta.

Perché il dettaglio funzioni, deve appartenere al mondo del racconto e acquistare senso nel contesto. Un elenco di vestiti, colori degli occhi e oggetti sulla scrivania descrive una persona, ma non necessariamente la presenta come protagonista. Scegli un elemento che suggerisca un desiderio, una paura, una contraddizione o un cambiamento imminente.

Puoi verificare la forza del dettaglio con una domanda: se lo tolgo, cambia ciò che il lettore capisce del personaggio o della situazione? Se la risposta è no, probabilmente è decorativo. Se invece rivela qualcosa ma sembra troppo enigmatico, aggiungi un’azione o una conseguenza concreta: il mistero è più efficace quando il lettore sa che cosa sta accadendo, anche se non sa ancora perché.

Presentarlo attraverso un incontro

Un altro personaggio può far emergere il protagonista tramite una richiesta, un’accusa o una conversazione. «Non dire a mia madre che mi hai visto», disse il fratello prima ancora di salutare. Una battuta del genere stabilisce subito una relazione e costringe il protagonista a prendere posizione: proteggerlo, chiedere spiegazioni, fingere di non aver sentito.

In questo caso conta soprattutto la reazione del protagonista. Il dialogo non dovrebbe diventare un pretesto per esporre al lettore informazioni che entrambi i personaggi conoscono già. Meglio una risposta breve, un’esitazione o un gesto che faccia intuire la storia tra loro. Anche un silenzio può dire molto, purché la scena renda chiaro a che cosa il personaggio sta evitando di rispondere.

L’incontro è utile se il nucleo del racconto riguarda i rapporti tra persone: fiducia, rivalità, dipendenza, distanza. Può essere meno adatto se la storia richiede, prima di tutto, che il lettore percepisca il protagonista da solo nel proprio ambiente. Non c’è un obbligo di iniziare con una battuta: scegli il dialogo solo quando produce una tensione che la narrazione può sviluppare.

Come scegliere l’apertura e rivederla

Guarda quale promessa fa ciascun incipit. Una scelta porta l’attenzione su ciò che il protagonista è disposto a fare; un dettaglio invita a osservare ciò che nasconde o non comprende; un incontro mette al centro una relazione. Scegli la promessa che il racconto manterrà. Se apri con un conflitto tra fratelli e poi non torni più su quel rapporto, il lettore potrebbe sentirsi indirizzato verso un’altra storia.

In revisione, prova a scrivere due versioni della stessa scena usando metodi diversi. Poi controlla tre cose: il protagonista compie o subisce qualcosa di comprensibile? Il lettore ha un motivo preciso per proseguire? Le informazioni necessarie arrivano senza fermare la scena per spiegare il passato? Non devi rispondere a ogni domanda nelle prime righe; devi dare abbastanza orientamento perché quelle rimaste aperte suscitino curiosità, non confusione.

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