Lettura di poesia: come riconoscere assonanze e consonanze

Per riconoscere assonanze e consonanze in una poesia, individua prima la vocale accentata delle parole che sembrano richiamarsi, poi confronta i suoni da quel punto fino alla fine. Se coincidono soprattutto le vocali, hai un’assonanza; se coincidono le consonanti, una consonanza. Il confronto va fatto ascoltando le parole, non cercando soltanto lettere uguali sulla pagina: due termini possono somigliarsi nella scrittura ma produrre un effetto sonoro diverso.
Da dove iniziare: accento e suoni finali
Leggi i versi ad alta voce una prima volta senza fermarti, poi rileggi le parole che ti sembrano legate da un’eco sonora. Spesso si trovano alla fine di due versi, ma possono comparire anche all’interno dello stesso verso. Per ciascuna parola, cerca la sillaba su cui cade l’accento di pronuncia e considera la sequenza che parte dalla sua vocale accentata. È questa la porzione da mettere a confronto, non necessariamente l’intera parola.
Per esempio, in mare e pane l’accento cade sulla prima a: mà-re e pà-ne. Da lì alla fine si sentono le stesse vocali, a-e, mentre cambiano le consonanti, r e n. Annotare le vocali e le consonanti separatamente, anche solo a matita, aiuta più di un confronto visivo frettoloso tra le desinenze.
Come riconoscere un’assonanza
L’assonanza è una somiglianza fonica basata sulla coincidenza delle vocali a partire dalla vocale accentata, mentre le consonanti non coincidono tutte. Mare e pane sono un esempio semplice: condividono la sequenza vocalica a-e, ma non formano una rima. Nell’analisi di un testo, verifica dunque che il richiamo comprenda la vocale tonica e quelle successive: una vocale uguale trovata in due punti qualsiasi delle parole non basta, da sola, a identificare un’assonanza.
Durante la lettura, prova a pronunciare le parole senza accentuare artificialmente la loro somiglianza. Un’assonanza può essere discreta e acquistare rilievo perché ritorna più volte o perché collega immagini e versi distanti. Se il legame ti sembra incerto, rileggi il passaggio nel suo ritmo naturale: lo scopo non è trovare una figura sonora a ogni costo, ma descrivere un effetto che si possa effettivamente sentire.
Come riconoscere una consonanza
Nella consonanza il richiamo dipende dalle consonanti della parte finale delle parole, a partire dalla vocale accentata, mentre le vocali differiscono almeno in un punto. Confronta casa e cosa: si pronunciano cà-sa e cò-sa; cambia la vocale accentata, ma resta la consonante s nella stessa posizione. La vocale finale a è uguale, ma le parole non sono in rima perché la sequenza completa dalla vocale accentata in poi non coincide.
La consonanza può risultare meno immediata dell’assonanza. Per verificarla, isola il tratto che segue la vocale accentata e controlla quali consonanti ricorrono e in quale ordine. Non è sufficiente che due parole contengano, per esempio, una s o una t: la somiglianza deve riguardare la loro disposizione nella parte di parola che stai confrontando. Nei testi poetici, inoltre, ripetizioni consonantiche più libere possono creare effetti sonori senza costituire una consonanza tra due parole specifiche.
Come distinguere assonanza, consonanza e rima nel verso
La rima offre il confronto più netto: coincidono tutti i suoni dalla vocale accentata fino alla fine. Canto e tanto rimano perché condividono -anto a partire dalla a accentata. In mare e pane, invece, coincidono le vocali ma non le consonanti: è un’assonanza. In casa e cosa il richiamo consonantico non diventa rima, perché le vocali accentate sono diverse.
Quando annoti una poesia, indica prima le parole coinvolte e la loro posizione nei versi; poi scrivi quali suoni coincidono. Una nota come «mare/pane: vocali a-e dalla tonica, consonanti diverse» è più utile della sola etichetta «assonanza». Infine chiediti che cosa produce quel richiamo nella lettura: può dare continuità a versi che non rimano, sottolineare parole importanti o creare un’eco tra immagini. L’effetto va spiegato in rapporto al testo, senza attribuire automaticamente un significato fisso a ogni figura sonora.
