Cultura

Byung-Chul Han torna con “La società senza rispetto”: perché il nuovo libro parte da una cosa che stiamo perdendo tutti

Il 15 settembre Einaudi pubblica La società senza rispetto: Byung-Chul Han parte dalla perdita di rispetto per interrogare esposizione, polarizzazione e possibilità di una politica dell’amicizia.

Il filosofo Byung-Chul Han durante un incontro
· ActuaLitté, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Il 15 settembre 2026 arriva in Italia La società senza rispetto di Byung-Chul Han, pubblicato da Einaudi. La scheda editoriale presenta il saggio a partire da una diagnosi riconoscibile: il rispetto richiede distanza, mentre la società contemporanea tende a esporre tutto, accelerare i giudizi e trasformare la comunicazione in reazione immediata. Da qui Han prova a costruire una proposta che chiama, nelle informazioni editoriali, una “politica dell’amicizia”.

Il rispetto non coincide con la gentilezza

Nel lessico di Han il rispetto non è semplicemente buona educazione. È la capacità di riconoscere l’altro senza appropriarsene o ridurlo a oggetto di valutazione immediata. Per questo la questione riguarda social network, politica, lavoro e relazioni: ambienti in cui visibilità e misurazione sono diventate quasi permanenti.

La distanza come condizione del rapporto

Molto del pensiero di Han ruota intorno al paradosso per cui la totale trasparenza non produce necessariamente comprensione. Eliminare ogni distanza può trasformare l’altro in qualcosa da consumare, classificare o respingere. Il nuovo libro sembra riprendere questa linea chiedendo che cosa resta del rispetto quando tutto deve essere mostrato e commentato.

Perché il tema arriva nel momento giusto

Polarizzazione politica, aggressività online e discussione sull’intelligenza artificiale hanno reso ancora più evidente la domanda su come riconosciamo soggetti e opinioni diverse dalle nostre. Il libro non va letto come manuale per “essere più gentili”, ma come tentativo filosofico di capire quali strutture sociali rendono difficile una relazione non competitiva.

La politica dell’amicizia

La parte più interessante della presentazione editoriale è l’uscita dalla sola diagnosi. Han non si limita a descrivere una perdita, ma indica l’amicizia come possibile categoria politica: non intesa come accordo totale, bensì come forma di relazione capace di tollerare differenza e distanza.

Cosa tenere a mente

Il saggio va distinto dalle semplificazioni social che spesso accompagnano le frasi di Han. Per capire l’argomento conviene leggere il testo nel suo sviluppo, non trasformare singole formule in aforismi autosufficienti. La data e i dati bibliografici vanno verificati sulla scheda Einaudi al momento dell’acquisto.

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La società senza rispetto parte da una parola ordinaria per porre una domanda difficile: possiamo ancora incontrare l’altro senza trasformarlo subito in contenuto, avversario o punteggio? È questo scarto tra esperienza quotidiana e filosofia sociale a rendere il libro del 15 settembre una delle uscite saggistiche da osservare.