Helen Oyeyemi arriva a Mantova: l’autrice che rifiuta l’etichetta di “realismo magico”
Sabato 12 settembre Helen Oyeyemi è per la prima volta ospite di Festivaletteratura: alle 19 dialoga con Lella Costa nella Basilica Palatina di Santa Barbara.
Helen Oyeyemi ha costruito libri in cui una porta può condurre altrove, una casa può sembrare viva e una storia può cambiare forma mentre la si guarda. Per questo è facile provare a sistemarla dentro un’etichetta. Lei, però, ne rifiuta una in particolare: “realismo magico”.
Sabato 12 settembre 2026, per la prima volta ospite di Festivaletteratura a Mantova, la scrittrice britannica dialogherà con Lella Costa alle 19 nella Basilica Palatina di Santa Barbara. Il titolo scelto per l’incontro è Non chiamatemi bambina prodigio, e già contiene due fili della sua storia: un esordio giovanissimo e una carriera che da allora ha continuato a sottrarsi alle definizioni più comode.
Un romanzo iniziato quasi per gioco
La scheda ufficiale dell’evento racconta un episodio diventato parte della biografia letteraria di Oyeyemi. Quando frequentava ancora le superiori, inviò una ventina di pagine di una storia a un’agenzia letteraria trovata nell’elenco telefonico. La risposta fu positiva e quel materiale diventò La bambina Icaro, il romanzo con cui iniziò la sua carriera.
Nata in Nigeria nel 1984 e cresciuta a Londra, Oyeyemi vive oggi a Praga. Nei suoi romanzi mette spesso insieme immaginazione, identità instabili, elementi fiabeschi, spazi urbani e situazioni che scivolano verso il perturbante senza chiedere permesso.
“Chiamo ciò che faccio, semplicemente, storie”
La frase riportata da Festivaletteratura è forse il modo più rapido per entrare nel suo lavoro: non scrive, dice, “realismo magico”; scrive storie. È una presa di distanza significativa, perché le etichette letterarie possono essere utili per orientarsi ma diventano strette quando sostituiscono la lettura.
Il suo immaginario viene accostato anche a Edgar Allan Poe e Stephen King, ma l’elenco delle influenze non basta a spiegare romanzi in cui il fantastico convive con questioni di identità, appartenenza e percezione di sé.
Il nuovo libro: “Una nuova nuova me”
Nel profilo ufficiale del Festival compare anche il titolo più recente, Una nuova nuova me, pubblicato in Italia da 66thand2nd nel 2026. Il libro si inserisce in una produzione che ha ottenuto negli anni riconoscimenti come il PEN Open Book Award, il Somerset Maugham Award e lo Hurston/Wright Legacy Award.
Per chi non ha mai letto Oyeyemi, l’appuntamento mantovano può funzionare quindi in due direzioni: come presentazione di una voce contemporanea già molto riconosciuta all’estero e come ingresso in una bibliografia che non segue una traiettoria lineare.
Perché Lella Costa è un’interlocutrice interessante
L’incontro non è una conferenza frontale. Oyeyemi dialoga con Lella Costa, attrice e autrice con una lunga esperienza nel portare sul palco testi, figure letterarie e voci femminili. La combinazione promette un confronto in cui il modo di raccontare può contare tanto quanto la ricostruzione biografica.
Festivaletteratura specifica che Oyeyemi parlerà in inglese con interpretazione consecutiva in italiano. L’appuntamento è a pagamento e si tiene nella Basilica Palatina di Santa Barbara, uno dei luoghi più suggestivi del programma mantovano.
Due appuntamenti nella stessa giornata
Il 12 settembre Oyeyemi compare anche alle 12 in Piazza dei Libri, dove incontra Elsa Riccadonna per Il fuoco sacro della scrittura, appuntamento a ingresso libero. Il pubblico ha quindi due possibilità molto diverse per ascoltarla: una conversazione centrata sul mestiere di scrivere e, la sera, l’incontro con Lella Costa.
Questa doppia presenza è particolarmente utile per un’autrice la cui opera viene spesso descritta attraverso categorie generiche. Ascoltarla parlare direttamente di scrittura permette di spostare l’attenzione dai cartellini messi sui suoi romanzi al modo in cui quelle storie vengono costruite.
Leggi anche
Festivaletteratura compie 30 anni: per cinque giorni Mantova torna a essere la città dei libri
Sabato a Mantova il punto più interessante potrebbe essere proprio questo: scoprire cosa resta di Helen Oyeyemi quando si smette di cercare il genere giusto in cui inserirla.